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Ennio Odino Presidente

Ennio Odino

Presidente
Sezione ANPI Belgio

Ritratto di Ennio Odino a Gusen, 1944

 

Figlio di antifascisti, vive la sua giovinezza a Sampierdarena. E' un giovanissimo studente quando gli impongono di indossare la maglietta con lo stemma fascista durante una parata ginnica: Ennio se la infila alla rovescia.

A 16 anni riesce a sottrarsi al servizio pre-militare adducendo come motivo l'impegno sportivo. E' in effetti un buon ciclista e il regime non se ne vuole privare.

Dal 1940 al 1943 si impiega all'Ansaldo. Lo incaricano di approntare le bolle di lavoro per la costruzione di armi. Lui ne inzeppa molte di errori per ostacolare la produzione.

Approda alla Resistenza.

Dopo l'8 settembre si trova a Genova  e si attiva: recupera armi per i partigiani e fa proseliti tra la gente per armarla. Un giorno pero' deve abbandonare la città: il CLN gli ha fatto sapere che lo stanno cercando. Raggiunge i partigiani in montagna e assume il nome di battaglia "Crik".

La mattina del 7 Aprile 1944, la sua squadra di partigiani, fatta prigioniera, viene condotta fino all'antica Abbazia della Benedicta e chiusa nella cappelletta. Poi cinque alla volta vengono fatti uscire e fucilati. Odino viene colpito e cade a terra ferito. Racconta:

"Io sorreggevo un partigiano feritosi ad un ginocchio in combattimento alla vigilia e, quando il plotone sparo', quel compagno cadendo mi copri' involontariamente la parte destra del corpo, tanto che solo due pallottole mi colpirono nella parte sinistra, alla spalla ed al fianco, ma non in modo grave. Caddi a terra sotto il compagno. Un tedesco venne a dare il colpo di grazia ai fucilati con la "machine-pistole" e io sentivo le pallottole fischiarmi intorno alla testa. Senza dubbio fu il momento più tragico della mia vita: rimasi fermo, irrigidito dal terrore e, fortunamente, mi credettero morto."

Si rifugia nei boschi ma viene di nuovo arrestato e il 12 aprile 1944 imbarcato sul merci diretto a Gusen, sottocampo del lager di Mauthausen: diventa il n. 63783. Vi compie i suoi 20 anni e come regalo riceve da una SS un colpo di mestolo in testa. In infermeria incontra un altro detenuto, Aldo Carpi de Resmini, che gli fa un ritratto (qui sopra a destra).

La vita insostenibile e atroce del lager viene finalmente interrotta con l'arrivo degli Americani il 5 maggio 1945. Nella Lagerplatz, i sopravvissuti giurano di battersi affinché simili atrocità non succedano mai più.

Il suo impegno di antifascista e testimone continua a declinarsi in tante forme: nell'Associazione Internazionale dei Funzionari Europei Deportati e Internati, nelle scuole, nell'ANPI. Fare memoria a beneficio delle giovani generazioni.

 


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