Germania

Attivita'



La Resistenza raccontata da un tedesco

"... da parte tedesca, in particolare, va superata l'idea del "tradimento" e dell'inaffidabilita degli italiani. Che e' stata ampiamente ridimensionata a livello storiografico, ma resta radicata nella coscienza collettiva ed e' pronta a riemergere nei momenti di crisi o di difficolta' fra i due Paesi". (dall'intervista di Andrea Galli a Lutz Klinkhammer: "Roma-Berlino: l'asse spezzato", sull'Avvenire del 15.12.2010, ripreso dall'ANPI nazionale, rubrica dalla stampa).
Ripensavo, leggendo quest'intervista, alla situazione dei giovani italo-tedeschi, figli dei Gastarbeiter, umiliati spesso non solo dall'essere "immigrati", ma soprattutto dal "non poter conoscere" la storia del proprio Paese d'origine, e, in questa storia - che e' anche storia personale - non poter raccogliere e interiorizzare l'eredita' democratica e umana trasmessa dalla Resistenza, per potersi orientare verso un futuro piu' consapevole e costruttivo. Perche' non possono? Perche' nei libri scolastici tedeschi la Resistenza italiana non esiste e pochi sono gli insegnanti italiani in Germania che si fanno carico di questo insegnamento. Non voglio avviare qui una discussione sul perche' di questa negligenza, ma sappiamo tutti che solo il dialogo e la conoscenza ci aiutano nella lotta al pregiudizio e nella comprensione reciproca.
E' in questo spirito che segnalo, a chi lavora nella scuola e a chi vuole riscoprire le origini della nostra democrazia, un lavoro didatticamente esemplare su:

La Resistenza raccontata da un tedesco

Buona lettura; per non dimenticare che la Resistenza e' stata guerra di Liberazione dal nazismo,
ma e' stata, e continua ad essere, antifascismo !


Mostra commemorativa:
"Gli Internati Militari Italiani (IMI) 65 anni fa a Wietzendorf"



dal 15 aprile 2010 alla
Rathaus der Gemeinde Wietzendorf die Aussstellung "Italienische Militarinternierte (IMI)
di Wietzendorf

"... da Bolzano passavano treni e treni carichi di soldati e di civili, che venivano deportati in Germania. Erano carri bestiame pieni di giovani, strappati alle loro famiglie e alle loro case ..."


Per molti la meta di questo viaggio fu il Lager di Wietzendorf. Destinato inizialmente ai prigionieri di guerra russi, che vi patirono atroci sofferenze, dopo l'8 settembre '43 il lager fu destinato all'internamento di soldati ed ufficiali italiani.
A 65 anni dalla fine della guerra la cittadina di Wietzendorf, nella Bassa Sassonia, dedica agli internati del lager, in particolare a gli Internati Militari Italiani, una mostra commemorativa. Curata da M. Wagemann e M. Bargfrede, la mostra e' visitabile presso il Municipio di Wietzendorf, negli orari di apertura del Comune.

Vedi anche:
"Rapporto sul campo 83" , del Ten. Col. Pietro Testa.

Mondo capovolto. Diario di prigionia 1943-1945, di Leandro Pizzarrotti, ed. Battei,
pagg. 256, Parma, 2010 - (ISBN: 8878831328 /ISBN-13: 9788878831322 )

Lorenzo Baratter, Una memoria affossata, gli internati militari italiani 1943-45.
Il caso di Bolzano, Quaderni della Memoria, nr. 4, Bolzano, 2007

Mario Avagliano e Marco Palmieri : "Gli Internati Militari Italiani", Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945,<{r> pagg. 338, Einaudi Editore, 2009 - Vincitore del Premio Nazionale Anpi 2010


Perche' un Comitato Anpi in Germania ? La risposta e' semplice :

Per condividere la responsabilita' della democrazia !

Dopo aver condiviso coi tedeschi una storia tragica ed infamante di dittatura e distruzione umana, il sacrificio di pochi ha riscattato, di fronte alla storia, la nostra dignita' di popolo, e ci ha consentito di iniziare un cammino di progresso sociale, sancito e guidato dalla Costituzione Italiana, democratica e repubblicana.
La democrazia non e' definitivamente compiuta, la storia non e' finita: non potra' esserlo mai, perche' ad ogni generazione compete la responsabilita' di proseguire una parte del cammino verso una societa' piu giusta, nella condivisione dei valori fondamentali e nella realizzazione per tutti dei diritti universali dell'uomo.
La storia democratica del dopoguerra ci vede affratellati con i popoli europei nella costruzione dell'Europa Unita. Come in altri Paesi, anche in Germania centinaia di migliaia di immigrati italiani hanno contribuito e contribuiscono con il loro lavoro alla prosperita' economica tedesca ed europea.
La fondazione di un comitato ANPI in Germania vuole valorizzare la consapevolezza democratica degli italiani immigrati, in particolare dei giovani, affinche' partecipino in modo sempre piu' consapevole ed attivo alla vita politica e sociale del Paese che li ospita, senza disconoscere tuttavia i legami con il paese d'origine, anzi accettando e facendosi carico di un contributo d'impegno democratico e costruttivo anche verso l'Italia.
L'impegno di: "conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l'impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese" e' dovere di tutti quegli italiani, dovunque essi vivano, che rivendicano per se' un'identita' democratica ed antifascista, aldila' dalle convinzioni politiche individuali.
Il nostro Paese sta attraversando un momento drammatico di disgregazione sociale ed economica. Si riaffermano e si consolidano atteggiamenti politici repressivi ed autoritari, che mirano ad una ristrutturazione antidemocratica della societa'. La maggior parte delle persone sembra spaventata e paralizzata da questi cambiamenti, si involve nella rassegnazione e nella delega delle proprie responsabilita', ipnotizzata da una politica comunicativa e da una televisione che, come una droga visiva, esaspera l'illusione e mortifica le capacita' di ragionamento.
Molti, per fortuna, sono coscienti che la democrazia e', si', fatica, perche' impegno costante e quotidiano, ma sono altrettanto consapevoli che essa e' l'unica condizione che conferisce, nell'uguaglianza fondamentale di tutti gli uomini, dignita' al nostro esistere. Invitiamo tutti coloro che, disposti a condividere i principi e le finalita' dello Statuto A.N.P.I. , desiderano impegnarsi attivamente a condividere con noi questa esperienza, radicata nel ricordo di una immane sofferenza, ma proiettata verso la costruzione di un futuro piu' giusto.

In base alle modifiche apportate allo Statuto nel XIV Congresso del 2006:
"Possono altresi essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalita' dell'A.N.P.I., intendono contribuire, in qualita' di antifascisti, ai sensi dell'art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuita' nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l'impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese."

Lucia Beccarelli , Francoforte, tel. 069 - 69 59 73 39, lucisbau @ gmail.com

Rivolgersi anche a
Franco Pugliese , Troisdorf (Colonia), tel 0224 - 19 44 97 94, f.pugliese @ rinascita-troisdorf.de


25 Aprile 2010: Festa della Liberazione ad Amburgo


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