Pubblicazioni consigliate




Massimo Recchioni :         Ultimi fuochi di Resistenza            Ed. Derive Approdi

La biografia di Paolo Finardi, importante militante della Volante Rossa, un'organizzazione di ex-partigiani comunisti milanesi appartenuti alle brigate garibaldine che negli immediati anni del secondo dopoguerra decisero di non deporre le armi e di continuare una vigilanza e una concreta attività' antifascista quotidiana. Insediati presso la Casa del Popolo di Lambrate - e legati da solidi rapporti affettivi oltre che ideologici - i militanti della Volante Rossa furono operativi fino al 1949, anno in cui la polizia riusci' a sgominarli. Nel 1951 il processo a loro carico si concluse con 23 comprensive di 4 ergastoli. Tre dei condannati alla massima pena riuscirono, con il sostegno del Partito Comunista, a riparare in Cecoslovacchia. A sessant'anni dai fatti narrati, la testimonianza del protagonista di questo libro è un documento di eccezionale importanza storica. Un racconto di stupefacente linearita' e chiarezza, una vicenda umana che esemplifica le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realta' sociale e politica dei Paesi del blocco socialista negli anni della Guerra Fredda. Il protagonista, successivamente graziato, risiede tuttora in Slovacchia. In Cecoslovacchia ha vissuto in presa diretta l'invasione sovietica del 1968 e il crollo del blocco socialista del 1989. La sua riabilitazione sociale con la piena riacquisizione di tutti i diritti civili e' stata recentemente confermata dal Tribunale di Milano suscitando un vespaio di polemiche negli ambienti occupati a operare una "revisione" della storia della Resistenza antifascista.


Uomini ex

Giuseppe Fiori :       Uomini ex                  Ed. Einaudi

Sul finire degli anni '40, 466 partigiani comunisti italiani, di cui la maggior parte del triangolo rosso emiliano, per sfuggire al carcere cui erano stati condannati dalla giustizia italiana, espatriarono in Cecoslovacchia.   Si lasciarono alle spalle anni di lotta ed episodi mai chiariti di cui ancora oggi si discute con fatica e dolore.   Molti di essi, sollecitati da Fiori, hanno accettato di raccontare per la prima volta i drammi di cui furono protagonisti prima nell'Italia liberata, poi nella Cecoslovacchia comunista, fino all'invasione russa del '68.
Fiori riannoda i loro alterni e drammatici destini di partigiani, le esperienze di lavoro, i rapporti tormentati con il socialismo reale e riporta tutto in chiave narrativa, restituendo alla nostra memoria vite dimenticate dai Partiti e dalla storia.  Per questi motivi il romanzo di Fiori costituisce, tra le altre cose, una testimonianza documentaria fondamentale.


Sito Del Bucchia Editore

Didala Ghirarducci :    Partigiana per amore     Ed. Marco Del Bucchia

Queste pagine di Didala ci consegnano una storia di quotidiano eroismo e di semplice profondita', restituendoci una vicenda al tempo stesso cosi' originale e cosi' simile rispetto a quelle di tante donne e uomini che nel secolo scorso dovettero come lei affrontare le prove inedite della storia di quegli anni. L'amore, l'evento piu' atteso da ogni giovane, lega subito Didala alle scelte umane e politiche di un coetaneo impegnato nello studio e nell'opposizione al fascismo. Didala sposa Chitto nel pieno della guerra.
La maternita' di Didala coincide con i terribili giorni del settembre del '43: da quel giorno si trova a conciliare le cure per il figlio e la condivisione della scelta partigiana intrapresa da Chitto. Di li' a nemmeno un anno, il sogno di vita di Didala si infrange. Siamo nell'estate del '44, quando raggiunge l'apice lo scempio nazista, mentre si sospira l'avanzata del fronte. Nel corso di una perlustrazione nel territorio di Massarosa, la pattuglia composta da Giancarlo Taddei, Ciro Bertini e Gustavo Rontani e' sorpresa da un gruppo di SS e, assieme a Taddei, Chitto e' trucidato. Era la fine di agosto, il mese segnato dalla strage di Sant'Anna. Didala e' da allora custode della memoria di quegli eventi che hanno strutturato le sue certezze e confermato per sempre i suoi valori. E desta continua ammirazione il suo rinnovato impegno, sempre appassionato e partecipe (dalla prefazione di Stefano Bucciarelli).


Le mie montagne

Giorgio Bocca :      Le mie montagne      Ed. Feltrinelli

Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono gia' prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete piu vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era gia' finito," scrive Bocca.
Dai maestri piemontesi dell'antifascismo - i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco - al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma e' politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero.


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