G. Sterpin davanti a Oggi in Italia

Il Presidente Giuseppe Sterpin : da Trieste a Praga.
Da "Radio Praga", alla F.S.M., all'A.N.P.I.

Giuseppe Sterpin e' nato a Trieste nel 1928. Visse giovanissimo l'esperienza della guerra, del dopoguerra, i conflitti di frontiera italo-jugoslavi, la crisi nera degli anni della ricostruzione. Da quando la zona dove viveva era finita sotto il controllo delle truppe anglo-americane, l'economia aveva subito dei pesanti contraccolpi. Il porto non funzionava, dal lato civile, praticamente piu' e per uno come lui, che aveva studiato all'Istituto Nautico con il sogno di diventare un capitano di lungo corso, tutte le porte sembravano chiudersi.

Quando, nel 1950, altri suoi quattro concittadini decisero di tentare l'avventura cecoslovacca (si diceva ci fossero discrete possibilita' lavorative, e loro avevano modo di farsi assegnare una borsa di studio per un periodo a Praga), Giuseppe decise di tentare. Per una serie di avvenimenti, si ritrovo', insieme ad un altro, iscritto alla facolta' di elettrotecnica, e senza conoscere una parola di ceco. Ma di li' a poco tempo si trovo' a dare esami su esami, e con ottimi risultati. E nel frattempo conobbe una ragazza, che lavorava alle fonderie CKD, e cominciarono a frequentarsi con assiduita' ...

Si sposarono, con la personale autorizzazione del Presidente Zapotocky, alla fine del 1953, e lui, che non riusciva tra l'altro a passare un ostico esame di russo decise di trovarsi un lavoro e dedicarsi alla famiglia. Lo trovo', come manovale, in una fabbrica di caldaie, dove rimase fino al 1959. Poi entro' a Radio Praga, dove gli fu assegnato, per oltre un anno, il monotono compito di rispondere alle lettere degli ascoltatori.

nel 1976 in Mongolia

Li' si rese conto della presenza nel Paese di un certo numero di esuli "politici", ufficialmente inesistenti e tollerati dal Paese che li ospitava. Alla fine del '60 un redattore si ammalo' e fu chiesto a lui di sostituirlo. Lo fece evidentemente bene, se a rispondere agli ascoltatori non torno' piu' e rimase alla Radio, come redattore, per ben 16 anni.

A latere, fu ingaggiato dalla "Gazzetta dello Sport" per scrivere articoli di ciclismo, di atletica, di calcio cecoslovacco, e soprattutto per seguire le trasferte a Praga della nazionale italiana di tennis in Coppa Davis.

Durante questi sedici anni visse l'esperienza del nuovo corso del governo Dubcek e dell'invio delle truppe del Patto di Varsavia a Praga. Per alcuni giorni la radio fu occupata e chiusa, e loro furono ospitati, per trasmettere, nella villa che di solito ospitava "Oggi in Italia". Dopi alcune settimane tornarono nella sede originale

Finche', nel 1976 arrivo' in Radio un formulario da riempire e firmare. Si trattava di una dichiarazione con la quale ci si impegnava a seguire, nella linea editoriale della radio, le direttive impartite da Mosca. Ci si doveva inoltre impegnare a dichiarare ogni incontro che si voleva avere con cittadini stranieri, dichiarandone il luogo e lo scopo. Sterpin e gli altri italiani che lavoravano li' si rifiutarono di farlo. Il Partito che loro aveva sempre difeso, per il quale avevano fatto politica e propaganda, ora li metteva in mezzo ad una strada.....

nel 1978 in Vietnam

 

Continuo' allora lavorando come interprete, scrivendo ancora dei pezzi per giornali italiani. Ed entro' nella Federazione Sindacale Mondiale. Comincio' a viaggiare per il mondo ed intrattenere rapporti con le altre organizzazioni sindacali nel mondo. Li' dove rimase tutti gli anni che mancavano alla meritata pensione. Dopo il 1989, anno della caduta del muro di Berlino e di parecchi sistemi del "socialismo reale", arrivo' a Sterpin la comunicazione che avrebbe potuto essere indennizzato della perdita, quasi 14 anni prima, del posto di lavoro. Non volle mai una corona.

Nel 2006, anno della fondazione, era stato eletto Presidente Onorario del Comitato Ceco dell'A.N.P.I.
Dal novembre 2007 al novembre 2009 ne e' stato Presidente. Poi, per sua scelta, e' tornato a rappresentare il Comitato nelle vesti di Presidente Onorario.

Flashes il giorno del pensionamento

 

 

 

 

Cosi' FLASHES, il giornale dell Federazione Sindacale Mondiale, decise di salutare con simpatia Giuseppe il giorno
in cui ando' in pensione. Era il 19 marzo 1990.






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